La katana giapponese

La katana giapponese

La nascita della katana giapponese

La katana giapponese apparve alla metà del periodo Muromachi, XV secolo, evolvendosi dalla tachi. Fu con l’intensificarsi delle lotte intestine del periodo Sengoku che questa evoluzione ebbe luogo. La distinzione più importante riguarda la montatura, non più appese allo obi con il filo verso il basso ma portate con la lama verso l’alto per una più facile estrazione. Durante il periodo Shinto della spada giapponese la katana attraversa numerosi cambiamenti e assumento una funzione meno pratica si rivolge maggiore attenzione all’estetica. Con il periodo Shinshinto invece la katana torna ad assomigliare alla tachi grazie ad un ritrovato interesse dei forgiatori per i capolavori del periodo Koto. Il periodo Meiji e la Seconda Guerra Mondiale fungono da transizione per la nascita delle gendaito moderne.

Realizzazione di una katana

La katana giapponese nasce partendo dal satetsu, una sabbia ferrosa anticamente dragata dal letto di un fiume. Attraverso un procedimento lungo tre giorni la tatara (fucina) trasforma il satetsu in tamahagane grazie al carbonio presente nel carbone. Il tamahagane viene quindi separato in kawagane e shingane. Il primo, ad alto contenuto di carbonio, servirà per lo strato esterno mentre il secondo per “l’anima” della katana. Il forgiatore lavora queste due parti separatamene ottenendo un cuneo dallo shingane che verrà inserito all’interno del kawagane. Quest’ultimo viene precedentemente piegato numerose volte dando origine alla trama della hada. Una volta assemblati vengon modellati nella katana secondo la tradizione dettata dalla scuola. Il forgiatore procede quindi all’applicazione di un impasto isolante sulla lama, sottile sul filo e più spesso attorno al mune. Viene quindi effettuato lo yaki ire (tempra) che da alla lama lo hamon. A questo punto la katana è completa e viene passata al togishi per la politura. Sebbene talvolta coadiuvata dall’uso di un maglio elettrico per la sbozzatura dell’acciaio, la forgiatura rimane tutt’oggi fedele alla tradizione.

La katana giapponese
kawagane e shingane

Manutenzione della katana

La manutenzione della katana si effettua periodicamente, secondo stagioni e climi. Dopo aver smontato la lama rimuovendo il mekugi si procede a cospargere lo uchiko (polvere di uchigumori) per tutta la lunghezza della katana, su entrambi i lati. Si usa successivamente un panno, partendo dal nakago, per rimuovere la polvere ed assieme ad essa le impurità. Con la lama pulita si applica allo stesso modo l’olio di garofano (choji) facendo attenzione a cospargere la lama uniformemente. L’applicazione dello uchiko con il tempo però opacizza la lama e va quindi applicato solo quando necessario. Una manutenzione più leggera e meno invasiva si effettua con il solo olio di garofano. Una costante attenzione nei confronti della katana permette alla lama di perdurare nei secoli ed arrivare alle future generazioni.

Per un approfondimento sulla spada giapponese: Valutare una spada giapponese

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